Vaccini e vaccinazioni


Un corso di aggiornamento tenutosi di recente ad Agrigento (Novembre 2018) su alcune delle più gravi malattie infettive del cane e del gatto, mi ha dato lo spunto per parlare di vaccini e vaccinazioni. L'importanza dei vaccini è risaputo; svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione di molte malattie infettive, e a tutt'oggi vengono considerati come la più grande conquista della sanità sia in ambito umano che veterinario. Grazie all'uso dei vaccini sono state debellate definitivamente dalla faccia della terra due temibili malattie, una umana il Vaiolo e una animale la Peste Bovina. Peste bovina
In base all'art. 65 del DPR 320/54 (Regolamento di Polizia Veterinaria) l'unico soggetto che può vaccinare un animale è il Medico Veterinario. Il Medico Veterinario è l'unica figura professionale in grado di valutare lo stato di salute di un animale e quindi l'unico che può approntare un piano vaccinale adeguato alle esigenze dell'animale. Quindi la vaccinazione eseguita da allevatori o altri, è da considerarsi abuso e come tale perseguibile in termini di legge. Per quanto riguarda l'approvvigionamento del vaccino l'art. 70 del D.Lvo 196/06 prevede che la cessione al dettaglio, da parte di un farmacista, di farmaci, possa avvenire solo all'interno di farmacie, parafarmacie o grosssisti, previa presentazione di ricetta medico veterinaria.
Cominciamo con il dire che non tutti i vaccini sono uguali; differiscono notevolmente in base alla loro preparazione, composizione chimica, al trattamento cui viene sottoposto la componente microbica, e tanto altro ancora. Non tenere in giusta considerazioni queste differenze può significare mettere a repentaglio la vita del cane e del gatto.
Una prima distinzione prevede la differenziazione dei  vaccini in "Core" e "Non Core"; I primi sono ritenuti indispensabili perchè prevengono il diffondersi di malattie infettive presenti in tutto il mondo. I vaccini Core sono quelli contro il Cimurro, l' Epatite e la Parvovirosi.
Poi ci sono i vaccini "Non Core" . Questi vaccini sono contro la Bordetella Bronchiseptica, Borrelia Burgdorferi, il virus della Parainfluenza, Leptospira Interrogans, Leptospira Icterohaemorhagiae, Leptospira Grippotyphosa e Australis, Leptospira Pomona, il virus dell' Influenza Canina, e il Coronavirus. I "Non Core" sono ritenuti non indispensabili per la vita del Pet, in quanto la sintomatologia conseguente alla infezione indotta da questi agenti eziologici raramente porta a morte l'animale.
Il vaccino contro il virus della rabbia viene considerato "Core" solo dove richiesta per legge o in aree dove la malattia è endemica. In Italia è inclusa nei "Non Core" e quindi per gli animali che vivono nel territorio Italiano non è obbligatoria, mentre per tutti quelli che varcano i confini dell'Italia potrebbe essere obbligatoria in base alle leggi locali. L'Italia è stata esente dalla malattia dal 1997 al 2008, quando è ricomparsa nelle regioni del Nord Est, portata da volpi rabide provenienti dalla vicina Slovenia. Grazie a una estesa campagna di vaccinazione orale delle volpi e all'obbligo di vaccinare tutti gli animali a sangue caldo presenti nelle zone a rischio, la malattia è stata nuovamente eradicata: nel 2011 è stato segnalato l'ultimo caso e nel 2013, il nostro paesa ha riconquistato la qualifica di paese indenne.
Una considerazione; quando si vaccina un animale, non si ottiene la protezione al solo animale vaccinato, ma questa fornisce indirettamente una protezione al resto della popolazione tramite la cosidddetta "Immunità di specie o di popolazione o di gregge". Questa protezione è tanto più alta quanto maggiore è il numero di animali vaccinati; infatti si ritiene che maggiore è la percentuale di individui resistenti alla malattia, minore è la probabilità che un individuo suscettibile entri in contatto con il patogeno. Per ottenere una buona immunizzazione di popolazione, si calcola che sarebbe auspicabile che fossero vaccinati almeno il 75% della intera popolazione canina o felina.
I vaccini si distinguono inoltre in "Infettivi" e "Non Infettivi".
Gli Infettivi sono ottenuti da virus vivi o attenuati e sono in grado, una volta inoculati nell'organismo, di replicarsi, e quindi hanno il vantaggio di indurre una immunizzazione attiva con produzione di una notevole quantità di anticorpi in quanto generano una risposta sia Umorale che Cellulo Mediata. In questo caso è fondamentale che lo stato di conservazione del vaccino sia rigorosamente rispettoso della catena del freddo. Come conseguenza della replicazione virale nell'organismo si posssono manifestare modesti malesseri come, abbattimento, febbre, anoressia. Questi disturbi scompaiono dopo qualche giorno senza bisogno di alcun trattamento.
I Non Infettivi sono costituiti da un frammento di agente infettivo spento o inattivato ma antigenicamente attivo. Non sono in grado di replicarsi all'interno dell'organismo e quindi sono incapaci di stimolare una immunizzazione attiva. Hanno bisogno dell' ausilio di un adiuvante per garantire una soddisfacente immunità. Non hanno la capacità di infettare o causare danni o indurre segni clinici di malattia, ma allo stesso tempo non sono molto immunogeni e quindi per ottenere una buona copertura anticorpale richiedono più dosi ripetute anche nel soggetto adulto, e hanno una durata di immunità inferiore a un anno.
In seguito alla vaccinazione non tutti gli animali rispondono in maniera efficace, è dimostrato che alcuni individui sviluppano una risposta anticorpale molto bassa, altri, la maggior parte, hanno una risposta buona, e altri ancora una risposta molto elevata. Esistono poi i cosiddetti "Non Responder" i quali  per difetti di natura genetica, non rispondono in maniera efficace neanche a ripetute sollecitazioni, cosi come alcune razze di cani rispondono meno rispetto ad altre; tra tutti i rottweiler e i doberman.
Se vogliamo avere certezza che i vaccini somministrati abbiamo stimolato una sufficiente risposta anticorpale, si può  procedere ad una titolazione quantitativa di anticorpi presenti nel siero, utilizzando un test specifico (Agrolabo), un mese dopo l'ultima vaccinazione.
Infine in base al numero di valenze possedute i vaccini si distinguono in: "Monovalenti" e "Polivalenti". I primi proteggono nei confronti di una sola malattia, mentre i secondo proteggono l'animale contro più malattie, anche contro sette malattie contemporaneamente. A tal proposito bisogna sfatare un mito, secondo il quale nei cuccioli sarebbe opportuno non sovraccaricare troppo il sistema immunitario con un polivalente. Ebbene, è dimostrato che il sistema immunitario di un cucciolo sano di 16 o più settimanne risponde in maniera sufficiente a garantire una adeguata copertura anticorpale.
Protocolli vaccinali consigliati per cani
Ovviamente non esiste un protocollo vaccinale che va bene sempre e in qualunque circostanza, perchè come si è detto mentre i vaccini Attivi stimolano efficacemente il sistema immunitario garantendo una risposta anticorpale sufficiente e duratura nel tempo (anche più di un anno), lo stesso non si può dire dei vaccini Inattivi, i quali non danno una garanzia di protezione sufficiente a proteggere l'animale, e spesso la durata dell'immunità indotta è inferiore a un anno.
Un'altra cosa molto importante da considerare è se la mamma del cucciolo è stata adeguatamente vaccinata; infatti se la mamma è protetta, i cuccioli ricevono durante la gravidanza e poi ancora con l'allattamento tramite il colostro, degli anticorpi passivi che lo proteggono fino a 6 settimane circa. Dopo le sei settimane questa protezione comincia a diminuire fino a cessare completamente a circa 8 settimane. Vaccinare un cucciolo in presenza di anticorpi materni è controproducente perche la presenza di questi anticorpi circolanti inibisce la stimolazione anticorpale. In questi casi prima di inoculare la prima dose di vaccino bisogna aspettare che il cucciolo abbia compiuto almeno due mesi (per potere essere sicuro della scomparsa degli anticorpi materni), e poi procedere con una seconda dose di vaccino a distanza di un mese e poi dopo un mese ancora. E' fondamentale che l'ultima dose di vaccino venga effettuata dopo che abbia compiuto minimo 16 settimane. Se per motivi contingenti siamo costretti a vaccinare prima delle fatidiche 8 settimane (per es. in presenza di un'epidemia) è importante procedere sempre con almeno tre inoculazioni di vaccino distanziate di 1 mese ed eventualmente considerare la possibilità di un ulteriore dose vaccinale a 26 settimane, ed infine, se è il caso, un richiamo all'anno.
Negli adulti (Immunologicamente un cane è considerato adulto superato i 4 mesi di età) gli anticorpi indotti dai vaccini Attivi permangono vitali per lunghi periodi di tempo, sicuramente superiori a 1 anno. Se vogliamo avere un cane protetto immunologicamente si consiglia un richiamo con vaccino "Attivo e Core" una volta ogni tre anni e in considerazione dello stile di vita che conduce, cioè se vive prevalentemente all'esterno, o in territori con condizioni climatiche estreme, o se compie frequenti viaggi, negli anni intermedi, si consiglia di vaccinarli utilizzando i vaccini Non Core che lo proteggono dalla Parainfluenza, dalla Leptospirosi, dall'influenza, ecc. Quindi sarebbe opportuno utilizzare sempre vaccini attivi e polivalenti.
Protocolli vaccinali consigliati per gatti
Anche i vaccini per gatti, si distinguono in Core(Consigliati) non Core(Optional) e infine i non consigliati. Vaccini Core sono il vaccino contro la Panleucopenia Felina(FVP), contro la Calivicirosi(FCV) e contro L'Erpesvirosi di tipo 1(FHV-1), tra gli optional viene annoverata la vaccinazione contro la Leucemia Felina(Felv) e infine tra i non consigliati la vaccinazione contro la Immunodeficienza felina(Fiv). La vaccinazione contro la rabbia viene considerata Non Core, ma in alcuni territori dove la malattia è endemica o per esigenze di viaggio, la vaccinazione è resa obbligatoria per legge. Il vaccino contro la Panleucopenia felina conferisce una immunità robusta e prolungata, nel senso che la quantità di anticorpi prodotti in seguito alla stimolazione è sufficiente a proteggere un animale per lunghi periodi di tempo. I vaccini contro la Calivicirosi e l'Erpesvirosi non sono molto immunogeni, pertanto la vaccinazione può non essere sufficiente a proteggere un animale. Il vaccino contro la Leucemia Felina viene considerato particolarmente utile per quei gatti che hanno libero accesso fuori, mentre non è consigliato per gli animali che vivono in casa possibilmente da soli.
Per la vaccinazione dei gattini, bisogna tenere in debita considerazione l'età degli stessi, ciò al fine di evitare l'interferenza con gli anticorpi materni ricevuti, dalla mamma vaccinata, durante la gravidanza e l'allattamento. Vaccinando un gattino a 8 settimane di età non possiamo essere certi che la vaccinazione stimoli una sufficiente risposta anticorpale in quanto cio dipende dalla quantità di anticorpi posseduti in quel momento. Gli anticorpi materni circolanti nel gattino possono perdurare ben oltre le otto settimane. Alcuni gattini presentano una quantità di anticorpi materni talmente elevata che risultano protetti anche fino a un anno di età. Per avere certezza dell'efficacia delle vaccinazioni è opportuno iniziare con una prima inoculazione a otto settimane, cio al fine di proteggere i gattini che non hanno ricevuto anticorpi materni, e poi ripetere a dodici, sedici e infine a 26 settimane. Per i gatti che ricevono l'ultima dose di vaccino "Core" a 26, settimane viene considerata plausibile la possibilità di richiamare la vaccinazione dopo tre anni. ll'immunità si può considerare effettiva dopo trascorsi tre mesi dall'ultima vaccinazione.
Il gatto adulto si può vaccinare una volta ogni tre anni con vaccini Core e ogni anno con vaccini Non Core. Anche per il gatto esiste la possibilità di testare il siero per verificare la quantità di anticorpi circolanti e poi decidere se è il caso di procedere alla vaccinazione.

Gennaro Dott. Calogero( Art. in allestimento)

Per chi avesse interesse ad approfondite queste tematiche consiglio di consultare direttamente le Linee guida per la vaccinazione del cane e del gatto della WSAVA(World Small Animal Veterinary Association)