Velenoso o non velenoso?

COME RICONOSCERE UN COLUBRIDE (serpente non velenoso):

I Colubridi sono una vasta famiglia di serpenti che include oltre 1800 specie viventi di serpenti nel mondo, sono diffusi in ogni habitat delle terre emerse e nella maggior parte dei continenti, Artico e Antartide esclusi. Le squame che ricoprono la testa  nei Colubri non sono mai più di 10, grosse e disposte in modo ordinato. In tutte le specie sono presenti larghe squame ventrali e la loro coda è variamente allungata e raramente prensile. Nessuna specie possiede denti perforanti e specializzati nell'inoculazione del veleno. Questi agili ed eleganti serpenti conducono una vita arboricola, dove cacciano e si nutrono di gechi e camaleonti. Le prede sono ingoiate vive o dopo essere state soffocate dalla morsa delle spire. Si tratta di serpenti di taglia e lunghezza in media tra i 100 e 200 cmhanno la testa larga e ben distinta dal collo, gli occhi sono grandi e, come le narici, hanno posizione laterale. Le specie diurne presentano pupille rotonde, mentre quelle crepuscolari, o notturne hanno pupille contrattili e verticali di forma ellittica.

COME RICONOSCERE UNA VIPERA (serpente potenzialmente velenoso) :

Soltanto il 15% delle 3000 specie di serpenti velenosi di tutto il mondo è considerato velenoso per l'uomo. Diversamente dalla biscia, che fugge velocemente con gran rumore di erbe e arbusti, la vipera procede lentamente e silenziosamente. Se abbiamo poi la possibilità di analizzare una vipera da vicino, noteremo altri particolari: le pupille a fessura, le squame della testa di piccole dimensioni e disposte in modo disordinato e i grandi denti del veleno. Il capo è sempre ben differenziato dal tronco e, visto di profilo, presenta l'apice del muso rialzato o, nella Vipera dal corno (Vipera ammodytes), un cornetto squamoso; sono presenti due file di piccole squame tra l'occhio e le sopralabiali. Gli occhi hanno la pupilla verticale ellittica, che si restringe in piena luce; sul dorso del capo le scaglie sono piccole, irregolari e numerose.  La testa di forma triangolare, ben distinta dal tronco, e il corpo grosso, che termina bruscamente con una coda breve e sottile, la differenziano nettamente dai serpenti italiani non velenosi dove la coda è lunga e affusolataLe vipere sono diffuse su tutto il territorio italiano, ad eccezione della Sardegna che ne è esente. La loro diffusione è così ampia e varia che è possibile ritrovarle sia su terreni aridi a livello del mare o in zone come spiagge e paludi, che sui rilievi alpini sino ai 3000 metri di altitudine. In Italia sono presenti solo quattro specie del genere Vipera: Vipera Ammodytes, Vipera Aspis, Vipera Berus e infine Vipera Ursinii. Complessivamente, conviene quindi guardare l’atteggiamento del serpente: le vipere infatti, confidando nel loro veleno, sono serpenti poco attivi e poco mobili e se pensano di essere ben nascoste non si muovono. Se minacciate scappano, come tutti i serpenti, e attaccano solo quando davvero non hanno scelta: il veleno ha un costo metabolico e serve per mangiare, quindi non e’ che abbiano molta voglia di sprecarlo inutilmente su di noi, al punto che spesso mordono “a secco”, cioe’ senza inoculare il veleno. I serpenti non velenosi invece di solito scappano con molta piu’ celerita’. La lentezza delle vipere e’ sicuramente una caratteristica distintiva che ha origine nello stile di vita di questi animali, che cacciano nascosti da postazioni fisse (se vedete questa estate una vipera in un dato posto la probabilita’ che sia esattamente ancora li l’anno successivo sono altissime), e confidano nel mimetismo e nell’immobilita’ per difendersi dai predatori. Vista la lentezza e la docilita’ di questi rettili, quindi, le probabilita’ che  mordano sono molto  basse : per essere morsi  e’ necessario che la vipera non abbia sentito le vibrazioni dei  passi in avvicinamento o che vengano calpestate. Considerando che in Italia la densita’ di vipere e’ bassa ed è in diminuzione per via delle uccisioni insensate e dei pesticidi, l’evento e’ davvero improbabile. Uccidere le vipere perche’ potrebbero mordere, infatti, oltreche’ insensato e’ anche sciocco in quanto rappresentano un anello importantissimo della catena alimentare. I serpenti velenosi sono anche dotati di un apparato apposito per l'iniezione e la diffusione della sostanza nel corpo della vittima, in particolare i denti del veleno che possono essere cavi e dotati di canali interni o incisi esternamente. I viperidi sono, tra tutte le famiglie di serpenti, quelli dotati del sistema velenifero più evoluto.
 

Vipera ammodytes: presente nelle regioni alpine e prealpine dell'Alto Adige, Veneto e Friuli Venezia Giulia. La caratteristica distintiva di questa vipera, che ne rende immediato il riconoscimento, e’ il cornetto sul naso. Il corno e’ lungo fino a 5 mm, soffice e flessibile, formato da una prominenza carnosa ricoperta di scaglie; in base alle sottospecie puo’ 
puntare verso l’alto o diagonalmente in avanti (questo e’ il caso delle due sottospecie italiane). Il significato evolutivo di 
questo carattere non sembra essere ben chiaro. Il dimorfismo sessuale si manifesta nel colore, (piu’ tenue e sfumato nelle femmine), e nelle dimensioni, con le femmine in genere piu’ grosse dei maschi. La lunghezza media di questo serpente e’ sui 75 cm. Il nome ammodytes significa “che si nasconde nella sabbia”, anche se in realta non è corretto poichè questa vipera  preferisce vivere tra le rocce, e nelle boscaglie in ambiente montano. E' la vipera più pericolosa. Il suo veleno può anche uccidere un uomo  .
 
Vipera aspis : presente in tutte le regioni italiane ad esclusione della Sardegna. Il colore della  livrea va dal bianco candido al nero passando dal giallo al rosso al grigio con tutte le possibili ornamentazioni. Il motivo di questa enorme variabilita’ e’ che questa e’ la vipera piu’ adattabile della penisola e la si ritrova negli ambienti piu’ disparati, da quello montano a quello dei boschi alle pietraie. Per distinguerla dalle altre specie bisogna osservare il profilo del muso: se ha il nasino all’insu’, senza avere il corno, e’ una aspis, con buona probabilita’. La lunghezza media si aggira sui 55-70 cm. La velenosita’ della Vipera aspis e’  piuttosto variabile in base all’eta’, alle dimensioni, alla provenienza e  allo stato di salute dell’animale. In Sicilia si trova la Vipera aspis variante hugyi.
 
Vipera berus o Marasso : presente in tutte le regioni alpine ed appenniniche italiane ad esclusione della Liguria. Tollera bene il freddo, meno bene il caldo, stranamente per un rettile. E' una vipera  che nuota molto bene. Per distinguerla dalla ammodytes e dalla aspis, ancora una volta, bisogna guardare il naso: il muso della berus e’ piatto e tondeggiante, e la testa e’ meno triangolare che nella altre due specie di vipera. Inutile descrivere la livrea perche’ anche in questo caso e’ molto variabile. E’ anche la vipera piu’ notturna e se vi imbattete all’imbrunire o di notte in una vipera e siete sulle Alpi, non c’e’ bisogno di guardare il naso, avete di fronte un marasso. Anche il marasso, come la Vipera comune, ha pupille verticali ellittiche, squame carenate e due denti veleniferi lunghi 3-5 mm sulla mascella superiore. Comune ai due sessi è la tipica ornamentazione, una banda dorsale scura a zig-zag accompagnata da una serie di macchie tonde lungo i fianchi. Caratteristico è il dimorfismo sessuale nella colorazione: infatti, mentre nei maschi il disegno si presenta nero su un fondo grigio-argentato, nelle femmine è bruno scuro su un fondo marrone più chiaro di tonalità variabile.
 
Vipera UrsiniiVipera ursinii : presente solo sull'Appennino abruzzese e umbro-marchigiano (Monti Sibillini, della Laga, del Velino e della Meta, del Gran Sasso, Maiella, Monte Marsicano). La Vipera ursinii, non e’ per niente velenosa e si nutre di cavallette. Per distinguerla dalle altre vipere, il naso e’ ottuso e superiormente piatto, la testa e’ piccola, le dimensioni sono piccole.Ha una lunghezza  media 45 cm. E’ attiva soprattutto il mattino. Anche questa vipera all’occorrenza nuota bene. Come si diceva, il 95% della sua dieta e’ costituito da ortotteri che vengono ingoiati vivi se piccoli, avvelenati, lasciati andare e poi mangiati se grandi. Un solo individuo puo’ mangiare anche un centinaio di cavallette al giorno. E' la vipera Italiana più rara.
 
Considerazioni generali sulla pericolosità del veleno dei serpenti
Vi sono due principali gruppi di serpenti velenosi – o meglio considerati velenosi in modo significativo per l'uomo – ovvero: i colubridi proteroglifi (includono gli Elapidi come Cobra, Serpente corallo) e le vipere (soleoglifi o viperidi, includono Vipere e Crotali). 
Queste due famiglie producono due tipologie di veleno ad azione generalmente diversa. Il veleno dei colubridi proteroglifi come il cobra ha effetto prevalentemente neurotossico, ad azione rapida, blocca le trasmissioni nervose e soprattutto le funzioni respiratorie della vittima. Il veleno dei viperidi invece ha effetti maggiormente emotossici (specialmente anti-coagulanti) ed ha azione più lenta e prolungata. E' da considerare che i veleni dei serpenti sono tossici solo se iniettati direttamente nel sistema circolatorio, non se ingeriti, non si tratta perciò di sostanze nocive in senso assoluto. Il veleno di serpente può essere considerato una forma di saliva altamente modificata prodotta da alcune famiglie di serpenti. E' prodotta da una ghiandola che corrisponde a quella che negli altri vertebrati è la ghiandola parotide. Queste ghiandole velenifere sono presenti su ciascun lato della testa nella regione sottostante o retrostante all'occhio o comprese nella regione tra l'occhio, le narici e il palato. 
Il veleno di serpente è essenzialmente un mezzo di sopravvivenza per l'animale, serve essenzialmente per paralizzare la preda e neutralizzare la sua resistenza. Molte specie di serpenti si cibano infatti di vertebrati più attivi e più forti di loro, che essi non potrebbero trattenere o uccidere con azione puramente meccanica. Il veleno dei serpenti si presenta come una miscela di differenti zootossine e di enzimi ad azione specifica. Alcuni di questi enzimi non sono sempre tossici in sè, ma agiscono sulla permeabilità cellulare nei confronti di altre sostanze, rendendo i tessuti della vittima più vulnerabili alle altre sostanze iniettate. Il veleno inoculato lesiona i tessuti (per questo fa cosi’ male) , da’ emorragie, allo stesso tempo accelera e inibisce la coagulazione del sangue(solo V. aspis e berus). In piu’ il veleno di V. ammodytes e berus contiene anche delle neurotossine. Se si comparano i vari effetti, quindi, mediamente quello del marasso e’ il veleno piu’ attivo (ne basterebbero 20-25 mg ad uccidere un adulto, mentre ce ne vorrebbero 30-40 mg della aspis. Per fortuna questi animali ne producono al massimo la meta’, in fondo gli serve solo ad uccidere i topi, e il morso di una vipera non e’ MAI in grado di uccidere un adulto in buona salute (anziani, malati e bambini, potrebbero essere a rischio). Le tossine contenute nel veleno sono:
-Fosfodiesterasi: intervengono sul sistema circolatorio della vittima abbassando drammaticamente la pressione sanguigna, favoriscono così il collasso cardiocircolatorio.
-Agenti di blocco della colinesterasi: queste sostanze chimiche sono quelle propriamente neurotossiche. Sono enzimi contenuti in gran quantità soprattutto nel veleno degli elapidi, come i cobra e mamba, inibiscono l'enzima colinesterasi provocando paralisi dei movimenti ed eventualmente blocco respiratorio. Il veleno dei viperidi contiene invece agenti neurotossici più mirati alle specie predate, che sull'uomo hanno effetti molto minori. I viperidi compensano la minore tossicità con un migliore apparato velenifero ed un bilancio maggiore di sostanze che inducono shock sistemico e collasso sui piccoli vertebrati.
-Ialuronidasi: enzima che modifica la permeabilità tissutale ad altri enzimi.
-Ammino ossidasi e Proteasi: sono una famiglia di enzimi polipeptidici ad azione più lenta la cui funzione sembra essere prevalentemente digestiva, e agiscono anche per la loro associazione con le sostanze neurotossiche. Tra questi vi sono le fosfolipasi. Reagiscono con altri enzimi e sono citotossici ed emotossici. Nella maggior parte dei casi possono costituire il pericolo maggiore perché danneggiano irreversibilmente i tessuti e il sistema di capillari.
-Enzima ATP-bloccante: neutralizza le molecole di ATP (Adenosintrifosfato) presenti nel corpo della vittima facendo mancare l'apporto energetico vitale.
Concludendo possiamo affermare che il veleno delle  vipere presenti nel nostro territorio è costituito di acqua (dal 50 al 90%), diverse albumine ad alta tossicità ed altre proteine enzimatiche che agiscono sui tessuti e sulla coagulazione del sangue; cioè agiscono preponderatamente nella zona del morso dove insorgono dolori, arrossamenti, gonfiori pronunciati e cianosi. Nelle ore immediatamente seguenti si può manifestare un senso di spossatezza, vertigini o abbassamento di pressione. Solo nel caso di ipersensibilità individuale al veleno (estremamente rara) o di morso inferto in una zona delicata (viso, collo, vaso sanguigno) la vita può essere messa in pericolo. Bisogna notare che la pericolosità del morso delle vipere dipende dalla quantità di veleno inoculato. Per esempio, la vipera dal corno inocula 7 mg circa di veleno per morsicatura, mentre la dose letale per l'uomo è di 15 mg. La gravità dell'avvelenamento dipende  dalle dimensioni e dalla specie del serpente, dalla quantità di veleno inoculato, dal numero dei morsi, dalla sede e dalla profondità del morso (p. es., i morsi alla testa e al tronco tendono a essere più gravi dei morsi alle estremità), dall'età, dalla corporatura e dalle condizioni di salute della vittima, dal tempo trascorso prima dell'inizio del trattamento e dalla suscettibilità (risposta) della vittima al veleno.
Come fare a distinguere i segni del morso di un serpente velenoso da uno non velenoso?
Se il serpente è innocuo  avremo una ininterrotta fila di minutissimi graffi lasciati dai numerosi denti. Se il serpente è  velenoso su una impronta analoga alla precedente si evidenzieranno con particolare facilità i fori lasciati dalle zanne velenifere. Il morso di una specie velenosa è immediatamente riconoscibile per l'acutissimo dolore locale nella zona colpita.
Cosa fare in caso di morsicatura di una vipera?
Se dovesse accadere, comunque, la prima cosa da fare e’ stare calmi e ricordare che il veleno delle vipere di solito non e’ mortale per gli uomini. La  cosa da non fare, invece, e’ inoculare il siero antiofidico che ogni anno uccide, per shock anafilattico, molte piu’ persone del veleno stesso. Proprio per questo motivo, ma anche perchè è un derivato ematico, negli ultimi anni è difficilmente reperibile; la vittima del morso deve spostarsi o essere portata al di fuori della portata di attacco del serpente, deve evitare di compiere esercizi fisici, deve essere tenuta al caldo, si deve applicare un laccio a monte della ferita in direzione del cuore e , se possibile, fasciare completamente (ma non in modo drastico) l'arto, e  gli anelli, gli orologi e i vestiti troppo stretti devono essere rimossi; l'incisione e la suzione nel punto di inoculo sono controindicati. Disinfettare il  morso con un  qualsiasi battericida purchè non  alcolico, steccare, se possibile, l'arto come se fosse  fratturato, infine raggiungere con sollecitudine il più vicino Pronto Soccorso e mettere al corrente il medico dell'accaduto circostanziando eventuali allergie o precedenti siero terapie. I morsi di serpenti velenosi sono emergenze mediche che richiedono un'attenzione immediata. Prima di cominciare il trattamento, tuttavia bisogna stabilire se il serpente è velenoso e se si è verificato l'avvelenamento, poiché un serpente velenoso può mordere e non inoculare il veleno ("morsi asciutti"). Quando l'avvelenamento non si verifica, oppure se il morso è opera di un serpente non velenoso, il morso va trattato allo stesso modo di una ferita da puntura. 
Cosa fare per evitare il morso di una vipera?
Non disturbare nessun serpente e non tentare di uccidere quelli incontrati. Non camminare tra la vegetazione a piedi nudi o con scarpe basse. Non frugare tra la vegetazione a mani nude. Non salire su muretti o pendii appoggiando le mani dove non si veda perfettamente. Evitare di sedersi, sdraiarsi o fare picnic  in  luoghi aperti, vicino a  pietraie, muretti, legnaie se non dopo essersi accertato della assenza di serpenti. Indossare scarponcini alti. Se si ha la certezza della presenza di un serpente nel nostro giardino è consigliato introdurre in loco un riccio. Questo animale non solo è immune al veleno di vipera , ma anche lo caccia e se ne ciba.
Per chi possiede un animale esotico in casa
La Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione, denominata in sigla C.I.T.E.S.  è nata dall'esigenza di controllare il commercio degli animali e delle piante (vivi, morti o parti e prodotti derivati), in quanto lo sfruttamento commerciale è, assieme alla distruzione degli ambienti naturali nei quali vivono, una delle principali cause dell'estinzione e rarefazione in natura di numerose specie.
Quali sono gli animali rientranti nella C.I.T.E.S.
Vi è un lungo elenco ma, limitatamente ai rettili, possiamo citare tra i più noti (e che ultimamente sono entrati nelle case degli italiani a far parte degli animali "domestici") il Pitone reale (Python regius), il Pitone moluro (Python molurus bivittatus), il Boa (Boa constrictor) ed anche l'Iguana (iguana iguana). 
Di questi animali il loro detentore deve avere la certificazione Cites (dichiarazione di cessione o fattura di acquisto).
Per ogni informazione e per conoscere l'elenco completo degli animali in Cites: www.corpoforestaledellostato.it
 
Gennaro Dott. Calogero
Pagina aggiornata al 09/04/2012