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Leishmaniosi, considerazioni sul vaccino e nuovi farmaci
08/03/2012

Finalmente dopo tanto aspettare, il vaccino, che consentirà di prevenire il contagio della Leishmaniosi nei cani, verrà commercializzato in Italia. I tempi di attesa sono finiti; infatti dal mese di Aprile sarà possibile vaccinare i propri cani con il vaccino di nome "Canilesh" distribuito dalla Virbac.
Il protocollo vaccinale prevede la somministrazione del vaccino in tre inoculazioni sottocutanee da effettuarsi a distanza di 3 settimane una dall'altra seguita poi da un richiamo annuale. L 'immunità inizia 4 settimane dopo la vaccinazione primaria e dura fino a un anno dopo l'ultima vaccinazione. Potranno essere vaccinati tutti i cani di età superiore a sei mesi risultanti negativi al test sierologico. 

Cenni sulla malattia
La leishmania infantum è il parassita che provoca la Leishmaniosi, una malattia molto diffusa nei paesi del bacino del mediterraneo. Il parassita si trasmette da un cane infetto a un cane non infetto attraverso le punture di un insetto chiamato flebotomo. Solo le femmine del flebotomo sono in grado di diffondere la patologia. Non tutti i cani punti dal flebotomo si infettano, così come non tutti i cani infetti mostrano segni clinici della malattia (portatori sani). I cani infetti sintomatici presentano, alopecia, localizzata, nelle primi fasi della malattia, intorno agli occhi e alla punta dei padiglioni auricolari e agli arti, per poi diffondersi, perdita di peso, desquamazione, piaghe, ulcere, epistassi, linfoadenopatia, ecc). Il periodo di incubazione può variare tra i 3 e i 18 mesi, anche se in casi eccezionali, la malattia può rimanere latente per vari anni. I portatori sani asintomatici fungono da serbatoi per tutti gli altri animali sani. Nei casi gravi il cane infetto muore solitamente per insufficienza renale.

Efficacia e reazioni avverse
La sicurezza del vaccino è stata testata nel corso di  studi condotti in laboratorio su cani che risultavano sieronegativi alla Leishmaniosi oltre che in uno studio sul campo. Il vaccino risulta generalmente ben tollerato, come si è evinto dall’assenza di reazioni sistemiche importanti. L’effetto benefico della vaccinazione è stato verificato in zone con elevato rischio di infezione. A fine studio è stato riscontrato che il numero di cani che hanno sviluppato un’infezione attiva e/o una malattia sintomatica era notevolmente ridotto rispetto al gruppo sottoposto alla vaccinazione. Nei cani già infetti la vaccinazione non è consigliata, perchè si è appurato che la somministrazione del vaccino non ha portato alcun beneficio. 
Non esiste alcuna possibilità che il vaccino provochi l’infezione, poiché quest’ultimo non contiene parassiti vivi. Dopo l’iniezione possono verificarsi nel punto di inoculo moderate e transitorie reazioni locali, quali gonfiori, noduli, dolore alla palpazione o eritema (arrossamento). Queste reazioni si risolvono spontaneamente entro 2-15 giorni. Si possono osservare altri segni transitori  come ipertermia (aumento della temperatura corporea), apatia (mancanza di vitalità) e disturbi digestivi della durata di 1-6 giorni. Le reazioni di tipo allergico sono rare.  
Nella lotta contro questa malattia è disponibile da qualche mese un nuovo farmaco, il cui principio attivo il Domperidone è conosciuto da molto tempo per i suoi effetti procinetici e entiemetici. ll farmaco, commercializzato con il nome di Leisguard ha un effetto diretto sul sistema immunitario, cioè agisce potenziando la risposta cellulo mediata, che è quella più efficace rispetto alla immuno mediata, poco efficace. Si tratta di una sospensione orale che somministrata direttamente in bocca o mescolata nel cibo, per 4 settimane consecutive, protegge l'80% dei cani sani dal rischio di sviluppare la malattia, mentre negli animali già infetti, diminuisce la gravità della sintomatologia, fino addirittura in alcuni casi ad invertirne il decorso. Il farmaco si è dimostrato efficace sia a livello preventivo, che ai fini del trattamento delle prime fasi della malattia e non interferisce con alcuna prova diagnostica nè con altre terapie collaterali che si ritiene opportuno impostare. Se l'uso del farmaco è associato a un prodotto a base di Deltametrina (collare o spot on) l'efficacia della protezione si eleva al 98%. La protezione con prodotti insettorepellenti è consigliata a partire dal mese di Marzo per  essere protratta fino al mese di Novembre.

Conclusioni
In considerazione della larghissima diffusione dell’infezione, della sua natura zoonotica e della difficoltà della terapia, benché i risultati sull’efficacia non abbiano mostrato la protezione completa dei cani vaccinati, si può concludere che la vaccinazione contro la leishmaniosi possa rappresentare un’alternativa valida e/o complementare ai mezzi che già sono a disposizione (terapeutici e profilattici). Anche se la protezione completa contro la leishmaniosi o l’eradicazione della malattia non sono possibili, questo vaccino è in grado di ridurre il rischio di sviluppare l’infezione attiva e la malattia a livello individuale, e di concorrere a diminuire l’incidenza della malattia al livello della popolazione canina. Inoltre, benché l’impatto epidemiologico globale non possa essere stimato, ci si può aspettare che, in relazione alla leishmaniosi, il miglioramento della situazione nel cane potrà avere un impatto positivo anche sulla salute umana. Infine nessun rischio grave è stato associato alla vaccinazione, neanche nei cani già infetti.
In conclusione, dal momento che il vaccino non impedisce che il flebotomo possa trasmettere la Leishmania al cane, consiglio di utilizzare con regolarità gli antiparassitari esterni a base di Deltametrina. Così facendo otterremmo una doppia azione profilattica, da un lato evitare che la Leishmania arrivi nel cane attraverso l'uso di repellenti, e dall'altro, con il vaccino, stimolare il sistema immunitario per impedire che l'infezione attecchisca definitivamente facendo ammalare l'animale.

Gennaro Dott. Calogero